La cura del mare Senza categoria

Vivere ogni giorno come se fosse il primo.

Ho bisogno di sentirmi mia.

Voglio sentire tutte le sensazioni che posso ricevere ogni attimo di vita. Per troppo tempo ho lasciato perdere queste sensazioni rincorrendo qualcosa che sarebbe dovuto arrivare.

E poi l’obiettivo veniva raggiunto. E poi… E poi c’era un altro obiettivo da raggiungere.

Durante questo mio percorso sto cercando di riprendere i pezzi di cui non ho saputo godere tra un punto e l’altro.

Tutto poteva essere rimandato per raggiungere il fine ultimo. Tutto doveva convergere verso la perfezione.

E così le cose imperfette venivano lasciate da parte.

La cura del mare.2

Si lasciava da parte la passeggiata con il cane, perché il fine ultimo era che facesse i bisogni e si tornasse a casa. Non pensavo al fatto che quella passeggiata me la sarei potuta godere insieme al mio cagnolino, anche io avrei potuto inseguire gli odori nell’aria, lasciare che lui mi guidasse, non importa dove si arrivava. Però questo lo fa felice, andare dove vuole lui, intendo, e può fare felice anche me.

Si lasciava da parte la danza, perché il fine ultimo era fare bene quell’ora sportiva per poter dire che ce l’avevo fatta. Non pensavo al fatto che danzare potesse invece donarmi delle sensazioni di libertà assoluta, dove in quel momento esistevo solo io con il mio corpo.  Danzare invece è ascoltarsi, volersi bene per un’ora e mezza, lasciare andare il corpo, anche se i movimenti non sono precisi, ma sono i miei movimenti, sono unici.

Si lasciava da parte il cantare, perché era troppo frivolo cantare a squarciagola sotto la doccia. Non pensavo al fatto che cantare, anche di fronte a qualcuno, mi avrebbe reso nuovamente libera. Cantare le canzoni che si amano vuol dire farle proprie, è come se le parole dei cantanti fossero state scritte per me. Cantare diventa: “Ah!! Cantare!!”

Si lasciava da parte la scrittura, perché scrivere un diario o una lettera voleva dire ripetere ciò che si era già vissuto, significava perdere tempo. Non pensavo al fatto che anche lo scrivere mi avrebbe reso libera, libera di esprimermi come volevo io. Libera di dire la mia in ogni secondo, sfogarmi anche per qualcosa andato male. Scrivere adesso è un bisogno a cui non posso rinunciare, scrivere diventa la valvola di sfogo.

Prima pensavo che uno è un talento solo se è bravo a scrivere, cantare o ballare.

Adesso io credo che il vero talento sia scoprire cosa mi piace fare, perché se lo faccio e lo vivo appieno allora sicuramente lo farò bene.

 

Un commento su “Vivere ogni giorno come se fosse il primo.

  1. Restare con se stessi, presso se stessi. E’ una lotta infinita che spetta solo a noi combattere. Non c’è nessun obbligo, solo il dovere di provarci per la propria vita, per il sangue che scorre nelle vene affinché continui a scorrere ancora. Si può mutare forma e divenire ingranaggio, è facile, ma così ci si macchia la coscienza, si perde la dignità. Si commette un omicidio fetido, che imputridisce il corpo. E l’arma siamo noi.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: